Mediazione delle relazioni in una piccola azienda artigiana

Cosa li porta da me: la titolare lamenta di non riuscire a creare con le sue 5 dipendenti il clima che vorrebbe. Non vuole essere autoritaria ma le sembra di non essere capace di ottenere le prestazioni che desidera; il suo obiettivo è proporsi alla clientela con uno stile elegante che le differenzi da altre aziende analoghe, ma i risultati non si avvicinano affatto al suo sogno.

Metodo: presenziando in maniera massiccia alle attività della piccola azienda posso cogliere le incongruenze organizzative e le dinamiche relazionali. Nel contempo, colloqui alternati con l’intero gruppo e le singole persone permettono di approfondire difficoltà, paure, tensioni, confronti, malumori, aspettative, ecc.

Risultati: a distanza di un paio d’anni dall’inizio del lavoro l’azienda si presenta in modo totalmente nuovo. Il clima interno è diventato cooperativo, il personale ha raffinato i modi, ci sono stati alcuni cambiamenti tra il personale, il lavoro è stato riorganizzato in modo più proficuo (dalla disposizione del magazzino all’introduzione di nuove e più snelle prassi introdotte anche attraverso l’uso di tecnologie più appropriate).

La richiesta della titolare è di migliorare la qualità del lavoro nella sua piccola azienda artigiana. Per meglio comprendere le necessità dell’azienda, le dinamiche relazionali e le modalità di svolgimento del lavoro, sono stata fisicamente presente ogni settimana per circa 9 ore nell’arco di 4 mesi.

La mia presenza è stata punteggiata da incontri individuali con ogni singolo partecipante del team (titolare compresa), da incontri a tre (con la titolare e ogni dipendente singolarmente) e da riunioni con tutto lo staff.

I miei obiettivi in questa prima fase:

  • Accogliere il disagio di ognuno
  • Riconoscere le diverse motivazioni individuali al lavoro
  • Riconoscere le diverse attitudini e aspirazioni individuali
  • Costruire una ‘mappa’ di lettura delle relazioni (chi è stato assunto prima e con quali mansioni, età, legami familiari…)
  • Iniziare a migliorare la comunicazione tra la titolare e il team, tra il team e la titolare, e all’interno del team stesso
  • Riorganizzare gli spazi e la loro gestione, attivare un atteggiamento di maggior responsabilità individuale nei confronti delle relazioni personali e dell’azienda stessa (spazi e materiali)
  • Accompagnare la riflessione sulla ridefinizione del tempo di lavoro
  • Riordinare la gestione della contabilità (dal computer ai raccoglitori)
  • Iniziare a costruire ed esplicitare quale filosofia si intende perseguire nell’impostazione dell’azienda

Dal lavoro è emerso che il team in realtà non era né coeso né solidale. È possibile che la poca chiarezza che si è generata nel tempo e le sofferenze dell’azienda avessero provocato una sorta di stile di ‘sopravvivenza’ che ha portato ognuno a concentrarsi su di sé per affrontare le proprie fatiche.

Sottolineo che il tempo del cambiamento è un tempo lungo, fatto di oscillazioni, di integrazioni, di soste e di passi indietro. La fretta verso un risultato impedisce sia l’apprezzamento dei piccoli passi sia il consolidamento delle nuove acquisizioni.

Cambiamenti realizzati:

  • Nella struttura:
    • Maggior ordine e pulizia in azienda (compreso il reparto gestione attrezzature)
    • Maggior ordine e pulizia in magazzino e in bagno
    • Cura dei particolari (es.: variazione elementi decorativi in bagno)
    • Cambiamenti strutturali in azienda (zona attesa e caffè)
    • Cambiamenti strutturali in magazzino (banconi-archivio)
  • Nella tecnologia:
    • Introduzione di un nuovo programma gestionale
    • Uso dei tablet e del lettore barcode portatile
  • Nella metodologia:
    • Diverso atteggiamento de/tra il personale (tono di voce, modalità di comunicazione più rispettosa, strategie lavorative condivise, coordinamento…)
    • Scelta più accurata dei brani musicali di sottofondo
    • Acquisizione di una “logica di immagazzinamento”
    • Scelta di una diversa strategia di acquisto dei prodotti (non più pagamenti rateali)
  • Nel team:
    • Come immagine: scelta più accurata di divise originali; maggior attenzione alla cura di sé
    • Come gruppo di lavoro: realizzazione/partecipazione a corsi di perfezionamento; applicazione del mansionario convenuto e della turnazione del ruolo di supervisore; messa in discussione delle dinamiche relazionali precedenti; inserimento di uno stagista; assunzione in prova di una receptionist

 

I fili invisibili avvolgono anche gli oggetti, la loro disposizione e il loro utilizzo…